15/05/2009

liberamente tratto da un diario qualunque (22 parte)

Amanda passeggiava davanti a me ed io non potevo fare a meno di guardarle il culo.

Lei, probabilmente, era troppo assorta nei suoi pensieri per accorgersi del mio sguardo.

Chissà...forse stava pensando al messaggio di Enzo oppure stava pensando alle balle che aveva raccontato alla famiglia pur di venire a Colonia oppure a qualche insignificante esame da sostenere a breve.

Io, invece, pensavo a tutt'altro.

Tra mezz'ora sarei stato nella stanza insieme ad Amanda ed avrei passato l'intera notte a pochi centimetri dal mio letto e in ragione di ciò iniziavo a pensare se provarci o meno.

Il miei pensieri furono interrotti bruscamente dalle parole di Amanda: Senti, ma non vorrei mica andare a dormire?? Sono ancora le 11,30 e a me non va assolutamente di ficcarmi nella stanza d'albergo, IO VOGLIO VIVERE LA CITTA' (l'ultima parte della frase l'aveva pronunciato con un tono davvero odioso.

Che vorresti fare in concreto?

Prontamente aveva indicato una specie di bar dove all'interno si notavano alcuna sagome abbozzare dei passi di danza e aveva espresso il desiderio di bere qualcosa.

Chiaramente nel giro di qualche secondo eravamo già dentro il locale anche se gli sguardi dei buttafuori, mentre varcavamo l'ingresso, mi avevano allarmato alquanto anche perchè non avevo capito una sola parola di quello che ci avevano urlato.

Io, con grande difficoltà, ordinai una birra alla spina (tanto per cambiare), Amanda un sorta di intruglio di color celeste che mi fece assaggiare e che trovai abbastanza plausibile.

Dopo qualche minuto Amanda posò il bicchiere e mi chiese se mi andava di ballare.

Gli uomini veri non ballano.

Avevo risposto così citando il personaggio di un film che in quel momento non riuscivo a focalizzare.

Amanda mi aveva etichettato come "nichilista passivo" e si era fiondata nella pista in mezzo ad un folla inspiegabilmente (almeno per me) felice.

Io ero rimasto seduto in uno sgabello a continuare a guardarle il culo e in pochissimi secondi avevo già deciso di provarci con lei non appena saremmo rimasti soli nella stanza d'albergo, e per farmi coraggio avevo pensato: cazzo...il viaggio ad Amanda l'ho pagato io!!!

In quel momento il brocardo latino "do ut des" mi sembrò abbastanza convincente e universalmente valido.


25/04/2009

liberamente tratto da un diario qualunque (21 parte)

Non sono mai stato un ragazzo geloso.

Questo era un  aspetto che rendeva particolarmente felici tutte le ragazze con cui ho avuto una storia o una semplice frequentazione.

Quella sera, tuttavia, mi sentivo particolarmente geloso di Amanda ed il messaggio che lei aveva ricevuto mi aveva reso particolarmente inquieto.

Non ci credevo assolutamente che era di Valeria, forse semplice intuizione ma soprattutto per la certezza assoluta in ordine alla circostanza che la simpaticissima coinquilina di Amanda non mi avrebbe mai mandato un saluto.

Dopo pochi secondi dall'uscita di Amanda dal locale il suo cellulare era già tra le mie mani, anche se ancora stavo ragionando sulla correttezza del  mio compartamento.

Alla fine vinse la curiosità, la momentanea gelosia, l'alcool che avevo in circolo, insomma chiamatela come volete ma il messaggio l'avevo letto.

L'operazione di spionaggio era stata particolarmente veloce ed anche semplice atteso che Amanda aveva lo stesso modello di telefonino che possedevo io prima di distruggerlo nelle fasi convulse di una partita a cui stavo assistendo allo stadio.

L'sms non era di Valeria, era bensì di un certo Enzo.

Il testo era abbastanza asciutto: "Amanda, se continui così rischi di perdermi anche se sai benissimo quanto ti amo".

Mi sembra di vederlo ad Enzo (anche se non ho la più pallida idea di chi sia) mentre scrive questo sms, magari si sarà consultato per delle ore con un amico prima di scriverlo ed ora è carico di speranze per gli effetti che lo stesso potrà sortire nei confronti dell'amata Amanda.

La mia reazione alla lettura dell'sms era stata una risata beffarda, in fondo Amanda non era la mia ragazza ed, a dire il vero, forse non era neanche la sua ragazza.

Amanda era rientrata dopo 5 minuti ed aveva romanzato su un tedesco che aveva cercato di abbordarla utilizzando un goffo linguaggio dei gesti e mentre raccontava mostrava  nuovamente il suo sorriso.

Non mi ricordo quante birre ho bevuto quella sera, ma posso immaginarlo dalla durata della mia pisciata nei bagni del locale.

Amanda usciti dal locale mi aveva significato di volersi fare una lunga passeggiata visto che il tempo lo permetteva.






10/04/2009

Stavolta sono serio

In una giornata così tragica per l'Italia ho deciso di ricominciare a scrivere sul mio blog.

Lo so che può apparirvi strano, eppure le sensazioni che ho dentro è meglio veicolarle in post.

Per ora è un periodo davvero strano della mia vita, le soddisfazioni sul lavoro e nella vita privata sono davvero poche e tante volte mi trovo a riflettere sulle scelte che ho operato sin qui.

Lo so che capita più o meno a tutti, però, quando ti capita più volte nell'arco della giornata è forse un segnale un tantinello allarmante.

Chi ha letto i miei precedenti post sa che sono una persona abbastanza ironica che ama prendere in giro anche se stesso, però in questo periodo anche se mi sforzo di continuare ad esserlo mi risulta sempre più difficile.

Spero di avere presto un motivo per essere più positivo, anche se, paradossalmente, la tragedia che ha investito i fratelli Abbruzzesi mi ha fatto rendere conto che i veri problemi sono altri.

A presto.