25/02/2008
Liberamente tratto da un diario qualunque (18 parte)
Mi ricordo sempre con piacere di un collega di università, tale Luca, il quale aveva fatto il corso di sommelier, e, per giustificare la spesa di 400 euro, in ogni cena aspettava le ordinazioni di tutti quanti per poi guardare per dei minuti interminabili la lista dei vini ed esclamare: il vino deve essere abbinato in modo accurato a ciò che si mangia altrimenti è meglio prendere quello della casa e accontentarsi.
A questa frase seguivano sempre dei secondi di silenzio da parte dell'intera tavolata.
Poi ognuno capiva che non voleva dire nulla e ognuno continuava a ordinare per sè.
Quella sera io, invece, avevo fatto il percorso contrario.
Entrato in una tipica birreria di Colonia avevo tempestivamente bevuto 2-3 spine piccole e soltanto dopo avevo ordinato un piatto che tradotto voleva dire più o meno: Il piatto del Macellaio.
Amanda aveva chiesto una coca cola e il cameriere l'aveva guardato con uno sguardo misto di stupore e compassione, mentre per la carne aveva indicato un cosciotto con una salsina che aveva visto divorare in un tavolo accanto da una ragazza apparentemente fine e delicata.
Alla quarta birra da 20 cl Amanda mi aveva guardato male.
- Ma non ti sembra di esagerare?
- E' troppo tempo che aspetto questo momento.
- Si ma ricordati che siamo a piedi ed io non posso trasportarti fino all'albergo.
- Io di queste ne bevo dieci e cammino dritto senza problemi.
Avevo risposto così con lo sguardo di chi non dice mai nulla fuoriposto.
Alla fine, invece, mi ero fermato a 6 birre, ma considerato che erano soltanto le 2 del pomeriggio non ci sarebbero stati ostacoli particolari ad arrivare a dieci.
Amanda aveva gustato il cosciotto e aveva guardato abbastanza schifata il mio piatto in cui effettivamente c'erano alcuni pezzi di carne poco rassicuranti di aspetto.
Usciti dalla birreria, io francamente sarei tornato in albergo per un ora di riposo ma la corsetta di Amanda verso un centro commerciale mi aveva subito disilluso.
Stavolta,però, avevo deciso di seguirla visto che non potevo permettermi di rimanere piantato ad attenderla per chissà quanto tempo come era capitato soltanto qualche ora addietro.
Amanda guardava i prezzi di moltissimi articoli e per ognuno commentava qualcosa.
Francamente insopportabile, soprattutto per me che in quel momento avevo bisogno di un bagno per la classica mega-pisciata post birra.
Dopo un'ora, miracolosamente, Amanda mi chiese se eravamo molto distanti dall'albergo visto che voleva andare a darsi una rinfrescata.
- Tesoro in 10 minuti siamo in albergo.
Avevo risposto così, ma il tesoro non so da dove era uscito anche se probabilmente era la birra che parlava.
23:22
Scritto da: erozero77
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19/02/2008
Liberamente tratto da un diario qualunque (17 parte)
Amanda era arrivata con 45 minuti di ritardo.
Finita l'Università i ritardi delle persone li prendevo con filosofia, bastava ripensare alle attese spasmodiche prima di essere chiamati per l'esame e all'ansia che cresceva fino al momento in cui il Prof. scandiva il tuo nome, per fortuna le attese, adesso, non erano scandite da tanta apprensione.
La vidi apparire con 2 buste ed un sorriso smagliante, e spense preventivamente le polemiche (che io non avrei fatto) dicendo: Ma dove l'hai lasciato il cellulare?? Ti avevo chiamato per avvertirti che ritardavo un pochino e l'ho trovato staccato.
- Riposa in albergo il mio cellulare, ma non fa niente figurati e poi anch'io ero arrivato un pò in ritardo all'appuntamento (bugia pietosa).
- Davvero non sei arrabbiato??
- Per nulla
Mi premio con un bacio sulla guancia e con delle feste che avevo visto fare solo a certi cani molto socievoli.
Amanda mi aveva,poi, mostrato oltremodo fiera i suoi acquisti tra cui avevo notato una camicetta nera tipo vedo non vedo che giurerei di aver visto migliaia di volte nelle vetrine più comuni della mia città.
Certo, avrei fatto meglio a non farglielo notare visto che la sua risposta fu: Ma che dici?? si vede che di moda non capisci nulla.
- Lascia stare dai, ora che hai iniziato con lo shopping la città ti interessa ancora visitarla?
- Ai suo ordini capitano.
- Fanculo Amanda.
Per un ora aveva mantenuto la parola, si era mostrata colpita dalla maestosità del Duomo di Colonia e, come me, ne aveva apprezzato quel colore meraviglioso conferito al bianco dallo smog, e si era lasciata convincere a salire gli interminabili scalini che portavano in cima al Duomo lasciando agli altri turisti le comodità (a pagamento!) dell'ascensore.
Certo, un pochino l'avevo sfidata dicendo: sono sicuro che la Signorina non avrà le forze per salire lì a piedi.
Francamente le forze stavano iniziando a mancare a me dopo circa 150 scalini, e la mente era andata a qualche anno prima quando non avevo avuto alcuna difficoltà a salire sino in cima.
Arrivati in cima e apprezzato il meraviglioso panorama, prima di affrontare la discesa a piedi ci eravamo seduti e lei aveva steso le sue meravigliose gambe su di me per stiracchiarle un pochino.
In quel momento la scelta di Amanda come compagna di viaggio mi era sembrata davvero inevitabile e più le sfioravo le gambe e più i miei pensieri volavano in altre direzioni, eh sì stanotte avremmo dormito nella stessa camera, letti separati ma a 2 metri di distanza.
- Vabbè mi hai toccato le gambe abbastanza, ora possiamo iniziare a scendere che mi è venuta una certa fame e una certa sete.
Questa frase mi aveva bruscamente riportato alla realtà ma tra pochi minuti avrei riassaporato la meravigliosa Kolsch, la birra alla spina più buona che avevo assoporato in vita mia.
17:02
Scritto da: erozero77
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13/02/2008
Liberamente tratto da un diario qualunque (16 parte)
Guardavo l'interno del mio portafoglio e vedendo una sola carta verde da 100 euro pensavo a quanto sia utile l'invenzione della carta di credito.
Ma poi, pensavo nella mia mente, Amanda non è neanche la mia ragazza e quindi perchè dovrei pagare anche per lei quando andremo a mangiare.
A che pensi?? Amanda aveva intuito che pensavo a qualcosa che la potesse coinvolgere ma fortunatamente non poteva assolutamente immaginare che si trattasse del vile denaro.
Stavo pensando a dove si trova il locale tipico dove abbiamo bevuto quell'ottima birra quando sono stato qui con mio fratello (mentendo avevo almeno detto una mezza verità).
Basta perdere tempo a pensare...agiamo.
In meno di un minuto eravamo già fuori dall'albergo e ci tuffavamo con rinnovato entusiasmo per le vie di Colonia.
Amanda aveva preteso di entrare nel primo grande magazzino in cui ci eravamo imbattuti: aveva esclamato UAUUUU, e mi aveva comunicato che ci saremmo visti dopo un ora e mezza all'ingresso, perchè era sottointeso che avevamo interessi diversi e quindi era logico dividerci.
Per come aveva espresso questi concetti, mi era venuto spontaneo ringraziarla per la magnifica opportunità che mi concedeva e cioè di visitare per un ora un mezzo un luogo in cui non sarei mai entrato per mia scelta.
Io mi ero perso nei negozi di abbigliamento per uomo e avevo guardato per quasi tutto il tempo dei capi che non mi sarei mai potuto permettere neanche derubando i cassetti dove sapevo che l'avvocato teneva i soldi per le emergenze (mi pare di aver accennato all'inizio che faccio la pratica legale in uno studio).
Mi ero presentato puntuale all'appuntamento ma di Amanda nessuna traccia, e cercando il cellulare per rintracciarla mi ero accorto che l'avevo dimenticato in albergo.
"Come inizio non c'è male", avevo esclamato guardando in cagnesco una ragazzona tedesca che mi fissava immotivatamente.
22:50
Scritto da: erozero77
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